martedì 1 settembre 2026

UN LIBRO E UN'IDEA PER IL BACK TO SCHOOL

 

Filo conduttore 

La valigia delle vacanze entra in classe.
L’idea è partire da ciò che i bambini hanno realmente visto, vissuto o ascoltato durante l’estate e trasformarlo in una mappa: prima personale, poi collettiva e infine geografica. La filastrocca diventa il ponte fra esperienza e conoscenza. 

Libro da utilizzare
 

A settembre non apriamo subito il libro di geografia: apriamo le valigie!

dalle vacanze dei bambini alle regioni italiane, passando per le filastrocche.

Quando si ritorna a scuola, dopo le vacanze estive, c’è una domanda che prima o poi arriva sempre:

“Dove sei stato in vacanza?”

Qualcuno ha ancora addosso il segno del costume. Qualcuno racconta di una montagna, di un campeggio, di una città vista per la prima volta. Qualcuno ricorda un castello, una spiaggia, un cibo mai assaggiato. Qualcuno ha fatto un viaggio lungo, qualcun altro è rimasto vicino a casa.

E poi c’è chi non è partito.

Ed è proprio qui che, secondo me, può cominciare un lavoro molto bello.

Perché non serve aver attraversato l’Italia per viaggiare.

A volte basta ascoltare il racconto di un compagno, guardare una fotografia, trovare un nome sulla carta geografica. Oppure incontrare una filastrocca capace di far nascere una domanda.

È da qui che nasce la mia proposta didattica di Back to School

usare le filastrocche delle regioni italiane per trasformare i ricordi delle vacanze in una mappa vivente dell’Italia.

La filastrocca, infatti, non la vedo come il punto di arrivo, la vedo come una porta.  Una porta che si apre e dietro la quale si possono trovare luoghi, persone, paesaggi, animali, cibi, monumenti, parole curiose e tante domande.



Esplorare prima di studiare: le regioni si raccontano ai bambini

Nelle mie esperienze a scuola ho sempre pensato che una conoscenza nuova funzionasse meglio quando aveva qualcosa a cui agganciarsi.

Una parola conosciuta.

Un ricordo.

Un'immagine.

Una stranezza.

Una domanda nata quasi per caso.

Per questo trovo particolarmente adatta alle prime settimane di scuola l'idea di partire dalle regioni che i bambini hanno incontrato durante l'estate.

Non è necessario che abbiano imparato qualcosa su quelle regioni.

Anzi.

È molto più interessante cominciare da quello che pensano di sapere.

“Ci sono stato.”

“Ho mangiato questa cosa.”

“Ho visto il mare.”

“Abitava lì la nonna.”

“Abbiamo visitato una città.”

“Non ci sono mai stato, ma mio cugino sì.”

E da lì cominciare a cercare.

Nelle filastrocche della Filastroccheria ho inserito proprio questo tipo di appigli: personaggi e immagini che ricordano la forma della regione, capoluoghi, luoghi, cibi, paesaggi e curiosità. La Lombardia, per esempio, viene trasformata in un elefante e porta subito a Milano, al Duomo e ai laghi. La Puglia diventa invece una gatta che passeggia sul “tacco dello stivale” e conduce a Bari e al suo lungomare.

PER I PIU' PICCINI (dalla prima alla quarta)

1. La valigia entra in classe

Ogni bambino può raccontare brevemente un luogo visitato.

Non serve una lunga esposizione: bastano una parola, una località, un'immagine, un oggetto, un ricordo.

L'insegnante raccoglie alla lavagna i nomi dei luoghi che emergono.

Poi arriva la domanda:

“Ma tutti questi posti dove si trovano?”

E la cartina dell'Italia entra finalmente in gioco.

Si può lavorare tutti insieme, oppure consegnare ai bambini piccoli cartellini con i nomi delle località da collocare.

L'obiettivo, in questa fase, non è imparare le venti regioni.

È cominciare a vedere l'Italia come un territorio reale, fatto di luoghi che possono avere già un significato per qualcuno.



2. Dalla regione alla filastrocca

A questo punto è possibile scegliere una delle regioni nominate dai bambini e leggere la relativa filastrocca.

Prima ancora di spiegare qualcosa, si può chiedere:

“Che cosa avete scoperto ascoltandola?”

E qui può succedere di tutto...

Un bambino riconosce un luogo. Un altro nota una parola strana. Un altro ancora si accorge che il personaggio rappresentato assomiglia alla forma della regione.

Ed è proprio questo il momento più interessante.

3. La caccia alle parole

Leggiamo una seconda volta la filastrocca e andiamo a caccia delle parole importanti.

Per i più piccoli si possono cerchiare o sottolineare insieme.

Per esempio, nella filastrocca del Lazio incontriamo Nautilus, Roma, capitale, maritozzo, Gianicolo.

Non è necessario spiegare tutto subito.

Anzi, alcune parole è meglio lasciarle lì, un po' misteriose.

Perché il mistero genera domande.

Cos'è il Gianicolo?

Perché Roma è la capitale?

Che cos'è il Nautilus?

Che dolce è il maritozzo?

Ed ecco che una filastrocca di poche righe può diventare un piccolo contenitore di ricerche.

Un'attività che piace molto ai bambini: “Trova l'indizio”

Qui entrano in gioco anche le illustrazioni originali del libro.

Suggerirei di mostrare l'immagine senza leggere immediatamente la filastrocca per poi chiedere:

“Secondo voi, quale regione rappresenta?”

I bambini devono osservare.

La forma della regione è trasformata in un personaggio o in un elemento fantastico: per esempio il Veneto diventa uno stegosauro su un monopattino e nella stessa illustrazione compare la gondola.

A quel punto si può giocare a:

Vedo → penso → cerco

“Vedo una gondola.”

“Penso che possa essere Venezia.”

“Cerco se Venezia è la città principale del Veneto.” 

A questo punto è possibile spiegare il significato di CAPOLUOGO e andare alla ricerca dei capoluoghi delle varie regioni che nella filastrocca sono scritti con il colore verde.

Tutta questa attività è molto semplice, si tratta di un percorso ludico e interattivo pensato per avvicinare anche i più piccoli alla geografia attraverso l'esplorazione visiva, la curiosità e il gioco di squadra.


PER I PIU' GRANDI (in quinta)

Con questi alunni cambierei decisamente passo.

Qui la filastrocca può diventare un vero testo-stimolo per lo studio della regione.

Non darei ai bambini una scheda già pronta con tutte le informazioni da trovare.

Partirei invece dalla filastrocca e chiederei:

“Quante informazioni su questa regione sono nascoste qui dentro?”

Una parola può aprire una ricerca

Prendiamo, per esempio, l'Abruzzo.

La filastrocca parla della forma della regione e del suo capoluogo, L'Aquila, e poi introduce la Costa dei Trabocchi.

Da queste poche informazioni possiamo costruire una vera rete di domande:

L'Aquila → perché il capoluogo si chiama così?

Costa dei Trabocchi → che cosa sono i trabocchi?

Forma della regione → quali sono i confini dell'Abruzzo?

Costa → quale mare bagna la regione?

Paesaggio → che differenza c'è tra la costa e le zone montuose?

La filastrocca, quindi, non dà tutte le risposte.

Dà agli alunni un motivo per cercarle.


Un metodo semplice: dalla parola alla ricerca

Con una quinta proporrei di lavorare così.

PAROLA

Ogni gruppo riceve una o più parole-chiave ricavate dalla filastrocca.

DOMANDA

Il gruppo deve trasformare la parola in una domanda.

RICERCA

Si cercano informazioni utilizzando libro di testo, atlante, cartina, materiali forniti dall'insegnante o ricerca digitale.

SELEZIONE

Non tutto ciò che si trova è importante.

Gli alunni devono scegliere le informazioni davvero utili per rispondere alla domanda.

RESTITUZIONE

Ogni gruppo presenta ciò che ha scoperto e lo collega alla filastrocca di partenza.

In questo modo lo studio della regione comincia con un testo breve e giocoso, ma porta rapidamente verso competenze più complesse: leggere, comprendere, fare domande, cercare informazioni, selezionarle e collegarle.


ECCO ALCUNI ESEMPI PRATICI 

Sei filastrocche, sei porte diverse

Per mostrare concretamente quanto possa essere ricco questo lavoro, sceglierei alcune regioni molto diverse tra loro.

Veneto: osservare la forma e scoprire Venezia

Il Veneto viene rappresentato come uno stegosauro su un monopattino, che poi lascia per salire in gondola e visitare Venezia; compaiono anche i canali, Arlecchino e il Carnevale.

Parole-chiave: Veneto, Venezia, gondola, canali, Arlecchino, Carnevale.

Possibile attività: mostrare prima l'illustrazione e chiedere ai bambini di trovare tutti gli indizi che permettono di identificare la regione.

Con i più piccoli: disegnare “il Veneto che non ti aspetti”.

In quinta: costruire una piccola rete di ricerca su Venezia, la laguna e le tradizioni del Carnevale.


Emilia-Romagna: partire da una maschera

Qui compare Sandrone, antica maschera modenese, e la sua forma richiama quella della regione. La filastrocca porta poi a Bologna e al Dottor Balanzone.

Parole-chiave: Sandrone, Modena, Bologna, Dottor Balanzone, maschere.

Questa potrebbe diventare un'attività interdisciplinare molto bella: partire dalla geografia per arrivare alla tradizione delle maschere e del teatro popolare.


Lazio: quando una parola strana diventa una ricerca

Il Lazio è associato al Nautilus del Capitano Nemo e porta immediatamente a Roma, capitale, il maritozzo e il Gianicolo.

Qui chiederei ai bambini di scegliere una sola parola che non conoscono, per poi invitarli a scoprirla.

Il risultato può essere una piccola scheda costruita dagli alunni, con una frase, un'immagine e una curiosità.


Abruzzo: la forma della regione diventa un animale

La filastrocca gioca sulla somiglianza tra la forma dell'Abruzzo e un'aquila, collegandola poi al capoluogo L'Aquila e alla Costa dei Trabocchi.

Qui lavorerei molto sull'illustrazione.

Che cosa vedo?

Quale parte appartiene alla regione vera e quale all'interpretazione fantastica proposta nel libro?

È un'occasione interessante per distinguere rappresentazione geografica e rappresentazione creativa.


Puglia: la regione diventa una gatta

La Puglia viene trasformata in gatta Nicolina, con il “tacco dello stivale”, Bari e il lungomare.

Per una classe prima o seconda si può partire semplicemente dalla forma.

“Perché questa regione viene chiamata il tacco dello stivale?”

Per una quinta la stessa domanda può aprire una ricerca sulla posizione geografica della Puglia, sulle coste e sulle principali città.


Sardegna: quando la regione diventa un animale marino

Gavino è un cavalluccio marino che prende la forma della Sardegna e vive nel suo mare; la filastrocca conduce poi a Cagliari, al pecorino e alle caratteristiche storiche e culturali dell'isola.

Qui proporrei una bellissima attività di osservazione:

“Che cosa cambia se guardiamo la Sardegna come una carta geografica e che cosa cambia se la guardiamo come un personaggio?”

È una domanda semplice, ma può generare un'interessante riflessione sul modo in cui un'immagine ci aiuta a ricordare un territorio.


E se ogni gruppo diventasse “esperto” di una regione?

Dopo aver lavorato tutti insieme su una prima filastrocca, si può dividere la classe in piccoli gruppi.

A ogni gruppo viene affidata una regione.

La consegna potrebbe essere:

“La vostra regione vi ha lasciato cinque indizi. Scoprite che cosa vogliono dire e raccontatelo agli altri.”

Ogni gruppo prepara una piccola pagina composta da:

La filastrocca
Le parole-chiave
Le domande nate
Le informazioni trovate
Un'immagine o un disegno
Una curiosità da raccontare alla classe

Perché trovo interessante questo modo di lavorare?

Perché permette di tenere insieme due cose che a scuola a volte rischiano di viaggiare separate:

ciò che il bambino porta con sé e ciò che la scuola deve aiutarlo a conoscere.

Un ricordo delle vacanze può diventare una località.

Una località può diventare una regione.

Una regione può diventare una parola.

Una parola può diventare una domanda.

E una domanda può diventare ricerca.

È questo, per me, il passaggio più interessante.

La filastrocca non serve a “rendere più carino” lo studio.

Serve a farlo cominciare da un punto diverso.

Da un'immagine, da una sorpresa, da una parola curiosa.

E quando il bambino ha voglia di sapere che cosa c'è dietro quella parola, il lavoro dell'insegnante diventa molto più semplice.


Che cosa serve?

Non molto.

Una carta geografica dell'Italia, le filastrocche, le illustrazioni, quaderni o cartelloni e, per le classi più grandi, le fonti necessarie per le ricerche.

I tempi possono essere adattati alla classe: da due o tre lezioni per un'attività circoscritta fino a un percorso più lungo, costruito poco alla volta durante le prime settimane di scuola.

Ed è proprio questa una delle ragioni per cui mi piace l'idea: non è una “unità” da seguire necessariamente dall'inizio alla fine.

Si può prendere una regione sola.

Si può partire da quelle visitate durante l'estate.

Si può seguire il programma di geografia.

Oppure si può lasciare che siano le domande dei bambini a decidere quale sarà la regione successiva.


La Filastroccheria come compagna di viaggio

Quando ho scritto le Filastrocche sulle regioni italiane ho immaginato proprio questo: non un elenco di informazioni da imparare, ma un'Italia capace di entrare nella fantasia dei bambini.

Per questo ogni regione ha il suo personaggio, la sua immagine, il suo piccolo gioco di associazioni. La Val d'Aosta, per esempio, arriva attraverso Sofia e le sue passioni per montagne, neve, sci e Gran Paradiso; il Piemonte attraverso un Pesce Roccia che lascia il mare e approda a Torino.

E le illustrazioni che accompagnano le filastrocche possono diventare, in classe, qualcosa di più di una semplice componente visiva.

Possono essere indizi.

Possono essere domande.

Possono diventare punti di partenza per raccontare, osservare, cercare e inventare.

È anche per questo che penso che il libro possa trovare un posto interessante nella scuola primaria: non come materiale da utilizzare tutto in una volta, ma come una raccolta dalla quale pescare una filastrocca, una regione, un'immagine o una parola ogni volta che c'è un percorso da aprire. Un'esplorazione che in realtà abbraccia l'intera programmazione didattica, grazie a filastrocche introduttive e giochi testuali pensati per accompagnare tutti i grandi argomenti di geografia, dalla prima alla quinta classe.
E forse è proprio questa la cosa che mi piace di più.
Non sapere già dove porterà una filastrocca...
Sapere soltanto che, da qualche parte, 
può cominciare un viaggio.

E voi, da quale regione comincereste?

Forse proprio da quella che qualcuno dei vostri alunni ha visitato quest'estate.

Oppure da una regione che nessuno conosce ancora.

In fondo, per cominciare un viaggio non serve sempre preparare una valigia.

A volte basta aprire un libro.


venerdì 27 marzo 2026

Pasqua e Arte

La Pasqua è ormai vicina, tutti pronti per il countdown?

Ecco una pptx per conoscere la storia delle uova come simbolo e per scoprire l'aspetto artistico e affascinante delle uova di Fabergé. 

Pasqua e arte di MARINA BONFANTI

Se volete, potete scaricare le schede con le uova da colorare con diverse tecniche.

SCHEDA 1

SCHEDA 2

SCHEDA 3

TANTI AUGURI A TUTTI PER UNA PASQUA SERENA!!!




sabato 21 febbraio 2026

PAROLE CHE PARLANO: IL DISCORSO DIRETTO E INDIRETTO


Se state per affrontare il discorso diretto e indiretto in classe terza, sapete bene che per molti bambini può sembrare un argomento un po’ complicato… ma solo finché non lo trasformiamo in un gioco! 

Oggi vi propongo un’attività semplice, coinvolgente e super efficace per presentarlo in modo chiaro e divertente. Basta noia: trasformiamo la lezione in un'occasione per imparare senza fatica! 

Come prima tappa, cominciamo a presentare l'argomento in modo piacevole e visivo con una PRESENTAZIONE IN POWER POINT semplice e chiara per spiegare tutto passo dopo passo, catturando l'attenzione dei piccoli! La potete scaricare gratuitamente da 

CLICCATE QUI



È perfetta per:

  • spiegare cos’è il discorso diretto

  • osservare la punteggiatura

  • conoscere e utilizzare i verbi dichiarativi

  • capire come si trasforma il discorso diretto nel discorso indiretto

  • utilizzare adeguatamente i connettivi 

  • osservare esempi concreti e immediati

Per la seconda tappa, ho preparato un GIOCO INTERATTIVO A QUIZ per farli esercitare in modo dinamico e coinvolgente sulla trasformazione dal 

DISCORSO DIRETTO  al DISCORSO INDIRETTO

utilizzando la lavagna digitale

CLICCATE QUI

Per la terza tappa, ho pensato ad una presentazione che contiene un esercizio sulla trasformazione inversa, cioè:

DAL DISCORSO INDIRETTO AL DISCORSO DIRETTO

CLICCATE QUI


Questa attività si può fare oralmente, ma è stimolante proporla anche da svolgere sul quaderno, sotto forma di gara a squadre o individuale. Vince chi riesce a dare più risposte corrette!


Per finire vorrei suggerirvi un'attività che ho usato tantissime volte e che ha sempre dato ottimi risultati per far giocare i bambini su questo argomento:

Create grandi nuvolette da fumetto (ballon) in cartoncino, plastificatele per riutilizzarle all'infinito! Scriveteci dentro con pennarelli non indelebili (poi via con uno straccetto!).

  1. I bambini inventano una frase da "dire" e la scrivono nella nuvoletta: ecco il discorso diretto!
  2. Fanno una breve drammatizzazione in gruppetti, recitando la scenetta.
  3. Sul quaderno, copiano esattamente le frasi pronunciate: capiscono al volo come funziona il discorso diretto, giocando!

Una volta presa la mano, passate al discorso indiretto: aggiungete un terzo bimbo "spia" che ascolta e ripete le battute riformulate (tipo "Luca ha detto che..."). Recitano tutti insieme, poi sul quaderno scrivono la trasformazione. Semplice, no? Ridono, si divertono e imparano senza accorgersene! 

Queste attività sono perfette da fare sia a scuola che a casa: ideali per rinforzare l'argomento ostico del discorso diretto e indiretto, rendendolo un vero spasso. Vi invito a provarle e poi fatemi sapere!

E voi? Come presentate questo tema ai vostri alunni? Con quali trucchi magici? 

Commentate qui sotto, mi farà molto piacere leggervi! 😍


martedì 17 febbraio 2026

ANCORA MACCHIE E TANTA MAGIA!!!

Vuoi continuare ad inventare storie partendo dalle macchie?

Ecco un gioco interattivo con il quale puoi divertirti a fantasticare!!!

Copia di Gioco di flashcard creative con macchie acquerello per bambini di MARINA BONFANTI

 Vieni a giocare con le Macchie Magiche!

Ogni macchia nasconde un mondo segreto, un personaggio buffo o una storia che aspetta solo te per prendere vita!
Lascia correre la fantasia, guarda le forme e i colori… e scrivi quello che ti viene in mente: una filastrocca, un racconto, un sogno o anche solo poche righe piene di immaginazione.

Non serve essere perfetti: ogni storia è speciale, proprio come te!
Le più belle verranno pubblicate qui su Penna e Gessetto per far brillare la tua creatività.

Gioca, sogna, scrivi… e lascia che la tua fantasia colori il mondo!

STORIE RICEVUTE

LUCA LIGI - MACCHIA NUMERO 2

"C'era una volta un pesciolino di nome VERDECIELO per i suoi colori.
Un giorno, un cattivo pescecane invidioso di lui perchè era bello, gli staccò la coda con i suoi dentoni! VERDECIELO non riusciva più a nuotare senza coda e così precipitò a testa in giù sul fondo del mare. Da quel momento il pesciolino diventò una bellissima pianta marina, ma i pescecani avevano paura ad avvicinarsi perchè lei gli spruzzava il suo potente veleno che li rendeva gentili, sorridenti e golosi solo di dolcetti!!!"

👏👏👏

ANNA M. - MACCHIA NUMERO 1

Macchiolina sei carina

come una pepita piccolina.

Non sei d'oro,

ma il tuo colore

riempie di fantasia

il mio piccolo cuore!

😍😍😍


sabato 14 febbraio 2026

DALLE MACCHIE ALLE PAROLE: DOVE LA FANTASIA PRENDE FORMA

Vi è mai capitato di guardare una nuvola e vederci un drago, o di fissare le venature del legno fino a scorgere un volto? Esiste un momento magico in cui l'occhio smette di vedere "solo cose" e inizia a IMMAGINARE MONDI.


È proprio da questa scintilla che nasce il percorso interdisciplinare "Dalle Macchie alle Parole" che vi voglio raccontare. In questa attività, il caso diventa protagonista: macchie di colore, create in totale libertà, si trasformano sotto lo sguardo attento di chi le osserva, in creature fantastiche o ambientazioni poetiche. 


Cosa troverete in questa presentazione che vi aggiungo qui sotto?

Tutto il materiale che ho raccolto riguardante l'intero progetto interdisciplinare di Arte e Immagine/Italiano:

  • Contenuto, obiettivi formativi, metodologia, consigli organizzativi, strumenti di verifica;
  • esempi reali: Dalla macchia "astratta" alla nascita di personaggi indimenticabili e delle loro storie in rima e non;
  • oltre l'Infanzia: una tecnica che non ha età e che può ispirare anche ragazzi più grandi e/o adulti, in esercizi di scrittura creativa o reinterpretazioni letterarie.
    DALLE MACCHIE ALLE PAROLE di MARINA BONFANTI



sabato 29 novembre 2025

CALENDARIO DELL'AVVENTO HOME MADE


 Al supermercato un anonimo espositore di tubetti di salsa è diventato il protagonista del mio calendario dell’Avvento “riciclato”, pensato come sorpresa speciale per mia sorella.

L’idea al supermercato

Mentre facevo la spesa, mi è caduto l’occhio su un contenitore rosso in plastica, uno di quei display a vaschette con 24 “slot” per esporre i tubetti di salsa sugli scaffali.
Da buona ex maestra che conserva tutto, ho chiesto se potevo portarlo a casa invece di vederlo finire nella spazzatura, già immaginandolo trasformato in qualcosa di creativo.

Da espositore a calendario

Arrivata a casa ho deciso che quel supporto sarebbe diventato un calendario dell’Avvento da regalare a mia sorella, perfetto perché aveva già le sue 24 postazioni. C’era solo un problema: gli scomparti erano talmente piccoli che non ci stava dentro nessun cioccolatino, caramella o mini-regalino “classico”.

Le frasi a tema sorelle

Così ho cambiato prospettiva: ho cercato 24 citazioni e brevi frasi tratte da canzoni famose dedicate alle sorelle o al legame tra sorelle, trasformando il calendario in un regalo tutto da leggere. Le ho scritte al computer, impaginate in piccolo su un foglio adesivo, stampate e ritagliate in 24 etichette che poi ho arrotolato e inserito in ogni mini-slot del vecchio espositore.

Decorazioni e numeri

Per chiudere ogni buchetto ho ritagliato 24 cerchietti di cartoncino bianco, li ho decorati con un bordo di brillantini e li ho incollati con una sola puntina di colla, in modo che fosse facile aprirli senza rovinare tutto. Sopra ogni postazione ho aggiunto un altro cerchietto colorato con il numero del giorno e sugli incroci del contenitore ho incollato piccole decorazioni natalizie in legno intagliato: renne, omini di pan di zenzero, pacchetti regalo e slitte.

Il tocco finale per mia sorella

Sul retro ho fissato una letterina personalizzata, così ogni volta che lo girerà ritroverà il motivo per cui l’ho creato: un conto alla rovescia fatto di parole e ricordi, più che di dolcetti. Il risultato è stato un calendario dell’Avvento semplice ma originale, totalmente home made e a costo quasi zero, che mia sorella ha apprezzato moltissimo e che dimostra come anche un espositore di tubetti possa diventare un regalo pieno di magia.

Un’attività creativa per la classe
Questa idea si presta perfettamente a diventare un progetto di tecnologia e riciclo per i bambini della scuola primaria (6- 10 anni): chiedete ai supermercati del quartiere di donare espositori vuoti simili e trasformate l’attività in un laboratorio dove i piccoli recuperano il contenitore, lo puliscono e lo decorano con numeri e motivi natalizi. Sostituendo le etichette con citazioni con disegni fatti a mano o brevi pensieri affettuosi dedicati alla mamma, al papà, ai nonni o ai fratellini – arrotolati e inseriti negli slot – otterrete calendari personalizzati da portare a casa come regalo familiare, stimolando creatività, manualità e sensibilità verso il riutilizzo dei materiali.





domenica 19 ottobre 2025

OPTICAL HALLOWEEN

 Una nuova proposta di arte in occasione di HALLOWEEN!



OBIETTIVI DIDATTICI:

  • Capire che cos’è l’Optical Art
  • Guidare i bambini nella progettazione e nella realizzazione di un soggetto a tema  ( fantasmi di Halloween) incorporando elementi tipici dell’Optical Art.
  • Favorire la riflessione sulle emozioni e sull’atmosfera leggibile nel disegno creato, collegandola sia all’effetto visivo sia al tema della festività di Halloween.

SEGUI IL VIDEO PER REALIZZARE IL DISEGNO:



venerdì 26 settembre 2025

 MAISOLINA, LA PANNOCCHIA BIRICHINA




Eccomi di nuovo, come promesso sul mio account di Instagram "pennaegessetto"!



Dopo un lungo periodo di pausa e assestamento e avendo adesso più tempo a disposizione, sono tornata sulle pagine del mio Blog per suggerirvi una divertente attività autunnale da proporre ai vostri bambini o alunni.

Si tratta di un'attività pluridisciplinare di tecnologia e arte, ma anche di scienze e italiano.

Inserisco qui sotto il video tutorial da seguire passo passo, utilizzando il fermoimmagine per leggere con calme le istruzioni. Aggiungo anche le schede di approfondimento e di sviluppo che potrete scaricare e fotocopiare!

Spero che questo lavoro piaccia a voi, ai vostri piccoli e alle vostre piccole! 

Fatemi sapere cosa ne pensate: il confronto è sempre gradito e utile per tutti! Grazie😘

APPROFONDIMENTI

LA STORIA DI MAISOLINA

QUESTIONARIO

SCHEDA DA COLORARE


domenica 2 marzo 2025

DA UNA CANZONE DI SUCCESSO ... AL NOSTRO CARNEVALE


 Anche quest'anno è giunto il tempo del CARNEVALE, un tempo di "rovesciamento" delle regole, dove ognuno può permettersi di sognare di essere qualcun altro.

La canzone VOLEVO ESSERE UN DURO di Lucio Corsi, ci dà la possibilità di comprendere e invitarci a riflettere su come, nonostante possa essere divertente mascherarci in questo periodo di festa, come modalità di gioco e di fantasia, si debba mettere in risalto l'importanza nella vita vera di non nasconderci dietro una maschera.
La verità e la forza risiedono in chi siamo veramente, questo è ciò che conta di più.

Carnevale è la festa in cui si può dar libero sfogo alla creatività e diventare chi o cosa si vuole, ma poi impariamo ad accettarci, a volerci bene così come siamo, perchè proprio per questo siamo UNICI e SPECIALI!

LUCIO, CON LA SUA CANZONE, CE LO INSEGNA DAVVERO!












SCARICA LE SCHEDE QUI:









martedì 8 ottobre 2024

PROGETTO MONTESTREETART: I MURALES E LA STREET ART

 


Questo progetto prevede la realizzazione di un murale su una parete esterna della scuola, la cui posizione esatta verrà definita in seguito. L'iniziativa mira a coinvolgere attivamente gli studenti di tutte le classi, dalla prima alla quinta, in un'esperienza artistica collettiva ispirata alla STREET ART.

Ogni classe avrà un'area specifica da decorare, offrendo così ai bambini e alle bambine la possibilità di esprimere la propria creatività e conoscenza sull'argomento. Questo permetterà a ciascun gruppo di studenti di lasciare il proprio segno, dando vita a un'opera ricca di diversità e significato. 

Il progetto non solo trasformerà lo spazio esterno della scuola in un luogo più colorato e accogliente, ma stimolerà anche il senso di appartenenza e collaborazione tra gli alunni, promuovendo valori come la cooperazione, il rispetto per l'arte e l'importanza della partecipazione condivisa.

Per preparare al meglio i nostri alunni a questa entusiasmante esperienza creativa e per fornire loro le conoscenze di base necessarie, ecco alcuni materiali utili che potranno supportarli nel percorso:

VIDEO

STREET ART E E STREET ARTISTS 







N.B. ALTRI APPROFONDIMENTI SI POSSONO TROVARE SU PENNA E GESSETTO CLICCANDO QUI:



GIOCHI PER VERIFICARE LE CONOSCENZE

                         
Trascina il nome dello street artist vicino alla sua opera

I NOSTRI PROGETTI PER UN MURALE     





IL NOSTRO LAVORO E' FINITO!!!

LA SCUOLA E' PIU' BELLA !!!









 






Un ringraziamento speciale alla pittrice Mary Cunzolo per il suo prezioso aiuto!





IN EVIDENZA

UN LIBRO E UN'IDEA PER IL BACK TO SCHOOL

  Filo conduttore  La valigia delle vacanze entra in classe. L’idea è partire da ciò che i bambini hanno realmente visto, vissuto o ascolt...