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domenica 13 settembre 2026

BUON ANNO SCOLASTICO: UNA POESIA COME AUGURIO




  E arriva il giorno…

Il giorno in cui il mare rientra nella conchiglia, la cascata torna a mostrarsi tra le rocce del bosco e la valigia, ormai svuotata, trova il suo posto dietro l'anta dell'armadio.

È il momento in cui le vacanze finiscono e la scuola ricomincia.

Ho scritto questa poesia innanzitutto per fare un augurio.

Un augurio ai miei ex alunni, che porto ancora con me attraverso i ricordi degli anni trascorsi insieme.

Un augurio a tutti i bambini e i ragazzi che stanno per tornare sui banchi di scuola, agli studenti più grandi che iniziano un nuovo percorso e a tutti gli insegnanti.

Un augurio alle mie ex colleghe e ai docenti che, in ogni scuola, si preparano a ricominciare un nuovo anno fatto di incontri, impegno, scoperte, piccoli traguardi e nuove esperienze.

Perché, anche quando l'estate finisce, i ricordi rimangono: immagini, profumi e suoni che continuano ad accompagnarci e possono diventare energia per il viaggio che ricomincia.

DALL'AUGURIO A UN'IDEA DA PORTARE IN CLASSE

Dopo aver scritto la poesia, ho pensato che potesse essere bello darle anche una piccola dimensione didattica.

Così ho preparato alcune schede con disegni da colorare, ispirate alle diverse sequenze del testo.

La poesia può quindi diventare anche un semplice spunto per i primi giorni di scuola: si può leggere insieme, soffermarsi sulle immagini evocate dalle parole, riconoscere le sequenze e accompagnarle con i disegni da colorare.

Un'attività semplice, nata però da un'idea molto precisa: prima di tutto, un augurio per il nuovo anno scolastico.

SCARICA LA POESIA E LE SCHEDE

Ho raccolto in un unico materiale il testo della poesia “Buon anno scolastico” e le schede illustrate da colorare.

Puoi scaricarli gratuitamente qui: [SCARICA LA POESIA E LE SCHEDE DA COLORARE]

Spero che questa augurio possa arrivare a chi sta per iniziare un nuovo anno scolastico e portare con sé un piccolo messaggio:

che i ricordi dell'estate possano diventare linfa ed energia per il viaggio che continua.

martedì 1 settembre 2026

UN LIBRO E UN'IDEA PER IL BACK TO SCHOOL

 

Filo conduttore 

La valigia delle vacanze entra in classe.
L’idea è partire da ciò che i bambini hanno realmente visto, vissuto o ascoltato durante l’estate e trasformarlo in una mappa: prima personale, poi collettiva e infine geografica. La filastrocca diventa il ponte fra esperienza e conoscenza. 

Libro da utilizzare
 

"Accoglienza e geografia primaria: le regioni d'Italia spiegate con filastrocche"

Quando si ritorna a scuola, dopo le vacanze estive, c’è una domanda che prima o poi arriva sempre:

“Dove sei stato in vacanza?”

Qualcuno ha ancora addosso il segno del costume. Qualcuno racconta di una montagna, di un campeggio, di una città vista per la prima volta. Qualcuno ricorda un castello, una spiaggia, un cibo mai assaggiato. Qualcuno ha fatto un viaggio lungo, qualcun altro è rimasto vicino a casa.

E poi c’è chi non è partito.

Ed è proprio qui che, secondo me, può cominciare un lavoro molto bello.

Perché non serve aver attraversato l’Italia per viaggiare.

A volte basta ascoltare il racconto di un compagno, guardare una fotografia, trovare un nome sulla carta geografica. Oppure incontrare una filastrocca capace di far nascere una domanda.

È da qui che nasce la mia proposta didattica di Back to School: 

usare le filastrocche delle regioni italiane per trasformare i ricordi delle vacanze in una mappa vivente dell’Italia.

La filastrocca, infatti, non la vedo come il punto di arrivo, la vedo come una porta.  Una porta che si apre e dietro la quale si possono trovare luoghi, persone, paesaggi, animali, cibi, monumenti, parole curiose e tante domande.



Esplorare prima di studiare: le regioni si raccontano ai bambini

Nelle mie esperienze a scuola ho sempre pensato che una conoscenza nuova funzionasse meglio quando aveva qualcosa a cui agganciarsi.

Una parola conosciuta.

Un ricordo.

Un'immagine.

Una stranezza.

Una domanda nata quasi per caso.

Per questo trovo particolarmente adatta alle prime settimane di scuola l'idea di partire dalle regioni che i bambini hanno incontrato durante l'estate.

Non è necessario che abbiano imparato qualcosa su quelle regioni.

Anzi.

È molto più interessante cominciare da quello che pensano di sapere.

“Ci sono stato.”

“Ho mangiato questa cosa.”

“Ho visto il mare.”

“Abitava lì la nonna.”

“Abbiamo visitato una città.”

“Non ci sono mai stato, ma mio cugino sì.”

E da lì cominciare a cercare.

Nelle filastrocche della Filastroccheria ho inserito proprio questo tipo di appigli: personaggi e immagini che ricordano la forma della regione, capoluoghi, luoghi, cibi, paesaggi e curiosità. La Lombardia, per esempio, viene trasformata in un elefante e porta subito a Milano, al Duomo e ai laghi. La Puglia diventa invece una gatta che passeggia sul “tacco dello stivale” e conduce a Bari e al suo lungomare.

PER I PIU' PICCINI (dalla prima alla quarta)

1. La valigia entra in classe

Ogni bambino può raccontare brevemente un luogo visitato.

Non serve una lunga esposizione: bastano una parola, una località, un'immagine, un oggetto, un ricordo.

L'insegnante raccoglie alla lavagna i nomi dei luoghi che emergono.

Poi arriva la domanda:

“Ma tutti questi posti dove si trovano?”

E la cartina dell'Italia entra finalmente in gioco.

Si può lavorare tutti insieme, oppure consegnare ai bambini piccoli cartellini con i nomi delle località da collocare.

L'obiettivo, in questa fase, non è imparare le venti regioni.

È cominciare a vedere l'Italia come un territorio reale, fatto di luoghi che possono avere già un significato per qualcuno.



2. Dalla regione alla filastrocca

A questo punto è possibile scegliere una delle regioni nominate dai bambini e leggere la relativa filastrocca.

Prima ancora di spiegare qualcosa, si può chiedere:

“Che cosa avete scoperto ascoltandola?”

E qui può succedere di tutto...

Un bambino riconosce un luogo. Un altro nota una parola strana. Un altro ancora si accorge che il personaggio rappresentato assomiglia alla forma della regione.

Ed è proprio questo il momento più interessante.

3. La caccia alle parole

Leggiamo una seconda volta la filastrocca e andiamo a caccia delle parole importanti.

Per i più piccoli si possono cerchiare o sottolineare insieme.

Per esempio, nella filastrocca del Lazio incontriamo Nautilus, Roma, capitale, maritozzo, Gianicolo.

Non è necessario spiegare tutto subito.

Anzi, alcune parole è meglio lasciarle lì, un po' misteriose.

Perché il mistero genera domande.

Cos'è il Gianicolo?

Perché Roma è la capitale?

Che cos'è il Nautilus?

Che dolce è il maritozzo?

Ed ecco che una filastrocca di poche righe può diventare un piccolo contenitore di ricerche.

Un'attività che piace molto ai bambini: “Trova l'indizio”

Qui entrano in gioco anche le illustrazioni originali del libro.

Suggerirei di mostrare l'immagine senza leggere immediatamente la filastrocca per poi chiedere:

“Secondo voi, quale regione rappresenta?”

I bambini devono osservare.

La forma della regione è trasformata in un personaggio o in un elemento fantastico: per esempio il Veneto diventa uno stegosauro su un monopattino e nella stessa illustrazione compare la gondola.

A quel punto si può giocare a:

Vedo → penso → cerco

“Vedo una gondola.”

“Penso che possa essere Venezia.”

“Cerco se Venezia è la città principale del Veneto.” 

A questo punto è possibile spiegare il significato di CAPOLUOGO e andare alla ricerca dei capoluoghi delle varie regioni che nella filastrocca sono scritti con il colore verde.

Tutta questa attività è molto semplice, si tratta di un percorso ludico e interattivo pensato per avvicinare anche i più piccoli alla geografia attraverso l'esplorazione visiva, la curiosità e il gioco di squadra.


PER I PIU' GRANDI (in quinta)

Con questi alunni cambierei decisamente passo.

Qui la filastrocca può diventare un vero testo-stimolo per lo studio della regione.

Non darei ai bambini una scheda già pronta con tutte le informazioni da trovare.

Partirei invece dalla filastrocca e chiederei:

“Quante informazioni su questa regione sono nascoste qui dentro?”

Una parola può aprire una ricerca

Prendiamo, per esempio, l'Abruzzo.

La filastrocca parla della forma della regione e del suo capoluogo, L'Aquila, e poi introduce la Costa dei Trabocchi.

Da queste poche informazioni possiamo costruire una vera rete di domande:

L'Aquila → perché il capoluogo si chiama così?

Costa dei Trabocchi → che cosa sono i trabocchi?

Forma della regione → quali sono i confini dell'Abruzzo?

Costa → quale mare bagna la regione?

Paesaggio → che differenza c'è tra la costa e le zone montuose?

La filastrocca, quindi, non dà tutte le risposte.

Dà agli alunni un motivo per cercarle.


Un metodo semplice: dalla parola alla ricerca

Con una quinta proporrei di lavorare così.

PAROLA

Ogni gruppo riceve una o più parole-chiave ricavate dalla filastrocca.

DOMANDA

Il gruppo deve trasformare la parola in una domanda.

RICERCA

Si cercano informazioni utilizzando libro di testo, atlante, cartina, materiali forniti dall'insegnante o ricerca digitale.

SELEZIONE

Non tutto ciò che si trova è importante.

Gli alunni devono scegliere le informazioni davvero utili per rispondere alla domanda.

RESTITUZIONE

Ogni gruppo presenta ciò che ha scoperto e lo collega alla filastrocca di partenza.

In questo modo lo studio della regione comincia con un testo breve e giocoso, ma porta rapidamente verso competenze più complesse: leggere, comprendere, fare domande, cercare informazioni, selezionarle e collegarle.


ECCO ALCUNI ESEMPI PRATICI 

Sei filastrocche, sei porte diverse

Per mostrare concretamente quanto possa essere ricco questo lavoro, sceglierei alcune regioni molto diverse tra loro.

Veneto: osservare la forma e scoprire Venezia

Il Veneto viene rappresentato come uno stegosauro su un monopattino, che poi lascia per salire in gondola e visitare Venezia; compaiono anche i canali, Arlecchino e il Carnevale.

Parole-chiave: Veneto, Venezia, gondola, canali, Arlecchino, Carnevale.

Possibile attività: mostrare prima l'illustrazione e chiedere ai bambini di trovare tutti gli indizi che permettono di identificare la regione.

Con i più piccoli: disegnare “il Veneto che non ti aspetti”.

In quinta: costruire una piccola rete di ricerca su Venezia, la laguna e le tradizioni del Carnevale.


Emilia-Romagna: partire da una maschera

Qui compare Sandrone, antica maschera modenese, e la sua forma richiama quella della regione. La filastrocca porta poi a Bologna e al Dottor Balanzone.

Parole-chiave: Sandrone, Modena, Bologna, Dottor Balanzone, maschere.

Questa potrebbe diventare un'attività interdisciplinare molto bella: partire dalla geografia per arrivare alla tradizione delle maschere e del teatro popolare.


Lazio: quando una parola strana diventa una ricerca

Il Lazio è associato al Nautilus del Capitano Nemo e porta immediatamente a Roma, capitale, il maritozzo e il Gianicolo.

Qui chiederei ai bambini di scegliere una sola parola che non conoscono, per poi invitarli a scoprirla.

Il risultato può essere una piccola scheda costruita dagli alunni, con una frase, un'immagine e una curiosità.


Abruzzo: la forma della regione diventa un animale

La filastrocca gioca sulla somiglianza tra la forma dell'Abruzzo e un'aquila, collegandola poi al capoluogo L'Aquila e alla Costa dei Trabocchi.

Qui lavorerei molto sull'illustrazione.

Che cosa vedo?

Quale parte appartiene alla regione vera e quale all'interpretazione fantastica proposta nel libro?

È un'occasione interessante per distinguere rappresentazione geografica e rappresentazione creativa.


Puglia: la regione diventa una gatta

La Puglia viene trasformata in gatta Nicolina, con il “tacco dello stivale”, Bari e il lungomare.

Per una classe prima o seconda si può partire semplicemente dalla forma.

“Perché questa regione viene chiamata il tacco dello stivale?”

Per una quinta la stessa domanda può aprire una ricerca sulla posizione geografica della Puglia, sulle coste e sulle principali città.


Sardegna: quando la regione diventa un animale marino

Gavino è un cavalluccio marino che prende la forma della Sardegna e vive nel suo mare; la filastrocca conduce poi a Cagliari, al pecorino e alle caratteristiche storiche e culturali dell'isola.

Qui proporrei una bellissima attività di osservazione:

“Che cosa cambia se guardiamo la Sardegna come una carta geografica e che cosa cambia se la guardiamo come un personaggio?”

È una domanda semplice, ma può generare un'interessante riflessione sul modo in cui un'immagine ci aiuta a ricordare un territorio.


E se ogni gruppo diventasse “esperto” di una regione?

Dopo aver lavorato tutti insieme su una prima filastrocca, si può dividere la classe in piccoli gruppi.

A ogni gruppo viene affidata una regione.

La consegna potrebbe essere:

“La vostra regione vi ha lasciato cinque indizi. Scoprite che cosa vogliono dire e raccontatelo agli altri.”

Ogni gruppo prepara una piccola pagina composta da:

La filastrocca
Le parole-chiave
Le domande nate
Le informazioni trovate
Un'immagine o un disegno
Una curiosità da raccontare alla classe

Perché trovo interessante questo modo di lavorare?

Perché permette di tenere insieme due cose che a scuola a volte rischiano di viaggiare separate:

ciò che il bambino porta con sé e ciò che la scuola deve aiutarlo a conoscere.

Un ricordo delle vacanze può diventare una località.

Una località può diventare una regione.

Una regione può diventare una parola.

Una parola può diventare una domanda.

E una domanda può diventare ricerca.

È questo, per me, il passaggio più interessante.

La filastrocca non serve a “rendere più carino” lo studio.

Serve a farlo cominciare da un punto diverso.

Da un'immagine, da una sorpresa, da una parola curiosa.

E quando il bambino ha voglia di sapere che cosa c'è dietro quella parola, il lavoro dell'insegnante diventa molto più semplice.


Che cosa serve?

Non molto.

Una carta geografica dell'Italia, le filastrocche, le illustrazioni, quaderni o cartelloni e, per le classi più grandi, le fonti necessarie per le ricerche.

I tempi possono essere adattati alla classe: da due o tre lezioni per un'attività circoscritta fino a un percorso più lungo, costruito poco alla volta durante le prime settimane di scuola.

Ed è proprio questa una delle ragioni per cui mi piace l'idea: non è una “unità” da seguire necessariamente dall'inizio alla fine.

Si può prendere una regione sola.

Si può partire da quelle visitate durante l'estate.

Si può seguire il programma di geografia.

Oppure si può lasciare che siano le domande dei bambini a decidere quale sarà la regione successiva.


La Filastroccheria come compagna di viaggio

Quando ho scritto le Filastrocche sulle regioni italiane ho immaginato proprio questo: non un elenco di informazioni da imparare, ma un'Italia capace di entrare nella fantasia dei bambini.

Per questo ogni regione ha il suo personaggio, la sua immagine, il suo piccolo gioco di associazioni. La Val d'Aosta, per esempio, arriva attraverso Sofia e le sue passioni per montagne, neve, sci e Gran Paradiso; il Piemonte attraverso un Pesce Roccia che lascia il mare e approda a Torino.

E le illustrazioni che accompagnano le filastrocche possono diventare, in classe, qualcosa di più di una semplice componente visiva.

Possono essere indizi.

Possono essere domande.

Possono diventare punti di partenza per raccontare, osservare, cercare e inventare.

È anche per questo che penso che il libro possa trovare un posto interessante nella scuola primaria: non come materiale da utilizzare tutto in una volta, ma come una raccolta dalla quale pescare una filastrocca, una regione, un'immagine o una parola ogni volta che c'è un percorso da aprire. Un'esplorazione che in realtà abbraccia l'intera programmazione didattica, grazie a filastrocche introduttive e giochi testuali pensati per accompagnare tutti i grandi argomenti di geografia, dalla prima alla quinta classe.
E forse è proprio questa la cosa che mi piace di più.
Non sapere già dove porterà una filastrocca...
Sapere soltanto che, da qualche parte, 
può cominciare un viaggio.
❓

E voi, da quale regione comincereste?

Forse proprio da quella che qualcuno dei vostri alunni ha visitato quest'estate.

Oppure da una regione che nessuno conosce ancora.

In fondo, per cominciare un viaggio non serve sempre preparare una valigia.

A volte basta aprire un libro.


venerdì 27 marzo 2026

PASQUA E ARTE

La Pasqua è ormai vicina, tutti pronti per il countdown?

Ecco una pptx per conoscere la storia delle uova come simbolo e per scoprire l'aspetto artistico e affascinante delle uova di Fabergé. 

Pasqua e arte di MARINA BONFANTI

Se volete, potete scaricare le schede con le uova da colorare con diverse tecniche.

SCHEDA 1

SCHEDA 2

SCHEDA 3

TANTI AUGURI A TUTTI PER UNA PASQUA SERENA!!!




martedì 17 febbraio 2026

ANCORA MACCHIE E TANTA MAGIA!!!

Vuoi continuare ad inventare storie partendo dalle macchie?

Ecco un gioco interattivo con il quale puoi divertirti a fantasticare!!!

Copia di Gioco di flashcard creative con macchie acquerello per bambini di MARINA BONFANTI

 Vieni a giocare con le Macchie Magiche!

Ogni macchia nasconde un mondo segreto, un personaggio buffo o una storia che aspetta solo te per prendere vita!
Lascia correre la fantasia, guarda le forme e i colori… e scrivi quello che ti viene in mente: una filastrocca, un racconto, un sogno o anche solo poche righe piene di immaginazione.

Non serve essere perfetti: ogni storia è speciale, proprio come te!
Le più belle verranno pubblicate qui su Penna e Gessetto per far brillare la tua creatività.

Gioca, sogna, scrivi… e lascia che la tua fantasia colori il mondo!

STORIE RICEVUTE

LUCA LIGI - MACCHIA NUMERO 2

"C'era una volta un pesciolino di nome VERDECIELO per i suoi colori.
Un giorno, un cattivo pescecane invidioso di lui perchè era bello, gli staccò la coda con i suoi dentoni! VERDECIELO non riusciva più a nuotare senza coda e così precipitò a testa in giù sul fondo del mare. Da quel momento il pesciolino diventò una bellissima pianta marina, ma i pescecani avevano paura ad avvicinarsi perchè lei gli spruzzava il suo potente veleno che li rendeva gentili, sorridenti e golosi solo di dolcetti!!!"

👏👏👏

ANNA M. - MACCHIA NUMERO 1

Macchiolina sei carina

come una pepita piccolina.

Non sei d'oro,

ma il tuo colore

riempie di fantasia

il mio piccolo cuore!

😍😍😍


sabato 14 febbraio 2026

DALLE MACCHIE ALLE PAROLE: DOVE LA FANTASIA PRENDE FORMA

Vi è mai capitato di guardare una nuvola e vederci un drago, o di fissare le venature del legno fino a scorgere un volto? Esiste un momento magico in cui l'occhio smette di vedere "solo cose" e inizia a IMMAGINARE MONDI.


È proprio da questa scintilla che nasce il percorso interdisciplinare "Dalle Macchie alle Parole" che vi voglio raccontare. In questa attività, il caso diventa protagonista: macchie di colore, create in totale libertà, si trasformano sotto lo sguardo attento di chi le osserva, in creature fantastiche o ambientazioni poetiche. 


Cosa troverete in questa presentazione che vi aggiungo qui sotto?

Tutto il materiale che ho raccolto riguardante l'intero progetto interdisciplinare di Arte e Immagine/Italiano:

  • Contenuto, obiettivi formativi, metodologia, consigli organizzativi, strumenti di verifica;
  • esempi reali: Dalla macchia "astratta" alla nascita di personaggi indimenticabili e delle loro storie in rima e non;
  • oltre l'Infanzia: una tecnica che non ha età e che può ispirare anche ragazzi più grandi e/o adulti, in esercizi di scrittura creativa o reinterpretazioni letterarie.
    DALLE MACCHIE ALLE PAROLE di MARINA BONFANTI



sabato 29 novembre 2025

CALENDARIO DELL'AVVENTO HOME MADE


 Al supermercato un anonimo espositore di tubetti di salsa è diventato il protagonista del mio calendario dell’Avvento “riciclato”, pensato come sorpresa speciale per mia sorella.​

L’idea al supermercato

Mentre facevo la spesa, mi è caduto l’occhio su un contenitore rosso in plastica, uno di quei display a vaschette con 24 “slot” per esporre i tubetti di salsa sugli scaffali.
Da buona ex maestra che conserva tutto, ho chiesto se potevo portarlo a casa invece di vederlo finire nella spazzatura, già immaginandolo trasformato in qualcosa di creativo.
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Da espositore a calendario

Arrivata a casa ho deciso che quel supporto sarebbe diventato un calendario dell’Avvento da regalare a mia sorella, perfetto perché aveva già le sue 24 postazioni. C’era solo un problema: gli scomparti erano talmente piccoli che non ci stava dentro nessun cioccolatino, caramella o mini-regalino “classico”.​

Le frasi a tema sorelle

Così ho cambiato prospettiva: ho cercato 24 citazioni e brevi frasi tratte da canzoni famose dedicate alle sorelle o al legame tra sorelle, trasformando il calendario in un regalo tutto da leggere. Le ho scritte al computer, impaginate in piccolo su un foglio adesivo, stampate e ritagliate in 24 etichette che poi ho arrotolato e inserito in ogni mini-slot del vecchio espositore.​

Decorazioni e numeri

Per chiudere ogni buchetto ho ritagliato 24 cerchietti di cartoncino bianco, li ho decorati con un bordo di brillantini e li ho incollati con una sola puntina di colla, in modo che fosse facile aprirli senza rovinare tutto. Sopra ogni postazione ho aggiunto un altro cerchietto colorato con il numero del giorno e sugli incroci del contenitore ho incollato piccole decorazioni natalizie in legno intagliato: renne, omini di pan di zenzero, pacchetti regalo e slitte.​

Il tocco finale per mia sorella

Sul retro ho fissato una letterina personalizzata, così ogni volta che lo girerà ritroverà il motivo per cui l’ho creato: un conto alla rovescia fatto di parole e ricordi, più che di dolcetti. Il risultato è stato un calendario dell’Avvento semplice ma originale, totalmente home made e a costo quasi zero, che mia sorella ha apprezzato moltissimo e che dimostra come anche un espositore di tubetti possa diventare un regalo pieno di magia.

Un’attività creativa per la classe
Questa idea si presta perfettamente a diventare un progetto di tecnologia e riciclo per i bambini della scuola primaria (6- 10 anni): chiedete ai supermercati del quartiere di donare espositori vuoti simili e trasformate l’attività in un laboratorio dove i piccoli recuperano il contenitore, lo puliscono e lo decorano con numeri e motivi natalizi. Sostituendo le etichette con citazioni con disegni fatti a mano o brevi pensieri affettuosi dedicati alla mamma, al papà, ai nonni o ai fratellini – arrotolati e inseriti negli slot – otterrete calendari personalizzati da portare a casa come regalo familiare, stimolando creatività, manualità e sensibilità verso il riutilizzo dei materiali.





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domenica 30 aprile 2023

"GEOGRAFIA IN RIMA: SCOPRI "LA FILASTROCCHERIA’, UN LIBRO CHE TI PIACERÀ"

 Sono entusiasta di poter condividere con voi il mio nuovo libro, "LA FILASTROCCHERIA” edito da Fabbrica dei Segni che offre filastrocche inedite sulla geografia.

So bene quanto sia difficile trovare materiale fresco e divertente su questa disciplina, ma con questo volume



avrete a disposizione uno strumento utilissimo per introdurre gli argomenti delle vostre lezioni.

Le filastrocche, infatti, aiutano a comprendere, memorizzare e recuperare concetti anche a distanza di tempo. E cosa c'è di meglio che farlo in modo ludico e coinvolgente?

Oltre ad offrire spunti didattici su come utilizzare le filastrocche, che vanno dagli indicatori spaziali ai punti cardinali, dalla riduzione in scala ai tipi di carte geografiche e molto altro… il libro presenta anche una filastrocca per ogni regione d'Italia, raccontata da strani e buffi personaggi che ho creato interpretando graficamente le cartine mute delle regioni.

Sono certa che i bambini ameranno molto questo libro, perché è divertente e perché adorano e memorizzano facilmente le filastrocche, proprio per la loro gradevole musicalità.

Come insegnante, sono sempre stata convinta che una didattica, per essere proficua, debba necessariamente incuriosire gli alunni attraverso proposte divertenti e ricche di stimoli, che li incoraggino ad essere i veri protagonisti del loro apprendimento.

Le illustrazioni sono fatte da me, proprio come faccio in classe alla lavagna quando spiego ai miei alunni.

Ma non è solo un libro per insegnanti, anzi, è adatto anche a mamme, papà, nonni e tutti quegli adulti che amano trascorrere del tempo con i loro piccoli, leggendo, raccontando e divertendosi con loro. 

In sintesi, LA FILASTROCCHERIA filastrocche di geografia, è un libro unico nel suo genere, pensato come una di quelle vecchie botteghe di una volta, un luogo un po’ magico che ha lo scopo di rendere questa disciplina divertente e coinvolgente, tanto per i bambini quanto per i loro insegnanti, genitori e nonni.

Il libro è acquistabile nelle librerie oppure online:


Non lasciatevi sfuggire questa occasione per arricchire la vostra didattica e divertirvi insieme ai vostri piccoli aspiranti geografi!

La Filastroccheria - video di MARINA BONFANTI




LA FILASTROCCHERIA di MARINA BONFANTI

mercoledì 15 marzo 2023

ARTE VASARIA NELL'ANTICA GRECIA

 




L'ARTE VASARIA è un tipo di arte che si concentra sulla creazione di oggetti d'arte utilizzando argilla e altri materiali per la creazione di vasi decorativi.

 

Nell'antica Grecia, l'arte vasaria era molto popolare e gli artigiani erano molto rispettati per le loro abilità. I vasi venivano utilizzati per molte cose, come contenere olio, vino o acqua. Ma non erano solo funzionali, erano anche bellissimi da vedere e spesso venivano usati per decorare case e templi.

 

Ci sono molti tipi di vasi diversi nell'arte vasaria greca. Uno dei più famosi è il vaso a figure rosse. Questo tipo di vaso veniva decorato con figure disegnate in rosso su uno sfondo nero. I disegni potevano rappresentare scene della vita quotidiana, miti greci o personaggi famosi.

MA COME VENIVANO FATTI QUESTI VASI?



Gli artigiani usavano un tornio per modellare l'argilla in forma di vaso. Poi, i disegni venivano applicati sulla superficie del vaso con una sorta di inchiostro. Infine, il vaso veniva cotto in un forno per renderlo duro e resistente.

 

L'arte vasaria greca ha influenzato molti artisti nel corso dei secoli. Oggi, è ancora possibile ammirare questi splendidi vasi nei musei di tutto il mondo.

FACCIAMO UNA VISITA VIRTUALE AL MUSEO DI SCIENZE ARCHEOLOGICHE E D'ARTE DI PADOVA PER SAPERNE DI PIU'




CHI DI VOI VORREBBE PROVARE A DIPINGERE DEI VASI SIMILI A QUELLI DELLA GRECIA ANTICA?

Per realizzare questo progetto, avrai bisogno di alcuni materiali, tra cui:

  • ·         Una fotocopia della silhouette di un vaso greco
  • ·         Cartoncino
  • ·         Colla
  • ·         Pastelli a cera di diverse tonalità di rosso, giallo e arancione
  • ·         Tempera nera non diluita
  • ·         Pennello
  • ·         Forbici
  • ·         Stecco da spiedino

Per cominciare, incolla la fotocopia sul cartoncino e colora il vaso greco con i pastelli a cera, distribuendo i colori come preferisci. Successivamente, ricopri tutto il vaso dipingendo con la tempera nera e lascia asciugare.

 

Una volta che la tempera è completamente asciutta, utilizzando uno stecco da spiedino e la tecnica del graffito, disegna sul vaso le decorazioni greche e le figure mitologiche o altri soggetti tipici dell'epoca, copiandoli o ricalcandoli da modelli.

 

In questo modo, potrai creare il tuo vaso greco personalizzato, utilizzando la tua creatività e le tue abilità artistiche. Buon lavoro!


CLICCA QUI PER SCARICARE I MODELLI DEI VASI E DELLE DECORAZIONI DA FOTOCOPIARE, CHE HO CERCATO IN RETE.







domenica 12 febbraio 2023

SAN VALENTINO E' ALLE PORTE ...

In occasione della festa di San Valentino approfittiamo della suggestione per parlare ai nostri alunni del bacio



con una lezione interdisciplinare di Arte ed Educazione civica che li conduca in modo delicato a capire e decodificare le emozioni che sperimentano nel loro cuore, a rispondere alle loro prime curiosità e a gestire le situazioni a rischio.

 

La lezione è pensata per una classe quinta di scuola primaria, ma con adeguati accorgimenti potrebbe essere adattata anche per le altre classi.

OBIETTIVI:

  • Comprendere che un bacio è una manifestazione d'amore, ma che ogni amore è diverso e che i baci possono essere diversi a seconda di chi li dà e di chi li riceve. 
  • Imparare a rispettare la scelta di ognuno di accettare o meno i baci
  • Conoscere alcune delle opere più famose di pittori che hanno celebrato il bacio. 


DURATA: 120 minuti circa


  1. VISIONE DEL VIDEO 

        2. RIFLESSIONE CON TUTTO IL GRUPPO CLASSE
            
Domande guida:

-cosa significa un bacio?

-perchè è importante?

-i baci sono diversi a seconda di chi li dà e di chi li riceve?

-ognuno ha il diritto di accettare o meno un bacio?

-un bacio finto o un bacio non voluto che conseguenze hanno?

        3. LETTURA DEI DIPINTI D'AUTORE CHE CELEBRANO IL BACIO

Rivedere la parte del video dedicata alle opere d'arte soffermandosi sulla lettura delle stesse:

-autore

-titolo

-datazione

-materiali, strumenti e tecniche

-collocazione

-osservazione: i personaggi, le tonalità, l'ambientazione, la struttura compositiva, il significato complessivo dell'opera e il suo messaggio

            4. UNA POESIA

- Ecco il testo di una poesia molto bella, presa dal libro UN BAMBINO E' COME UN RE di ALBERTO PELLAI. Offre uno spunto per parlare dei baci indesiderati e del diritto di ciascuno di non riceverli:

I BAMBINI NON SONO GIOCHINI


Sono lieto e strafelice
se per strada mi si dice
che son bello è assai carino
e assomiglio a un principino.
Tutti questi complimenti
fanno i bimbi assai contenti
ma dovete anche sapere
che ai bambini fa piacere
che, se in strada camminiamo
o sul passeggino andiamo,
non vogliamo gli strapazzi
di voi grandi un poco pazzi.
C'è una regola che vale
sia per Pasqua che a Natale
è: "guardare e non toccare
è una cosa da imparare".
Perciò tocchi e coccolini
e anche tutti quei bacini
che voi fate a noi bambini
come fossimo giochini 
piacciono di certo a voi
ma non sempre pure a noi.
Se ispiriamo tenerezza,
vi riempiamo di dolcezza
stabiliamo un compromesso,
voi chiedeteci il permesso:
se diciamo: "bene, okay"
fammi coccole per sei
ma se io ti dico no
sta alla larga per un po.

            5. COMPITO AUTENTICO

- Proporre delle cornici in cartoncino pretagliato tra le quali i bambini potranno scegliere
- Utilizzare le cornici per realizzare un biglietto illustrando il proprio bacio speciale da donare a chi si vuole (un amico, un'amica, mamma, papà, la nonna, la maestra, il proprio cane ...)






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